Capodanno

Leggi il testo e scegli la parola corrispondente alla definizione.

Negli ultimi secoli della repubblica, a Roma, il capodanno, inizialmente posto a marzo, fu spostato al primo gennaio, probabilmente perché il mese di gennaio era stato dedicato dal secondo re di Roma, Numa Pompilio, a Giano, il dio bifronte che guarda indietro, al passato, all'anno appena trascorso, e avanti, al futuro, all’anno che sta per cominciare. Il primo giorno del mese di gennaio, il pontefice massimo, il sacerdote che controllava tutto ciò che riguardava il culto, offriva a Giano del farro e una focaccia per propiziarne un'influenza benefica sulla natura e sui raccolti.

Questo spostamento fu confermato da Giulio Cesare nella sua riforma del calendario, che entrò in vigore il primo gennaio del 45 a.C.

In questo periodo dell’anno, e precisamente dal 17 al 23 dicembre, si festeggiava Saturno, il dio dell’inverno e dell’agricoltura, rappresentato con una falce e associato alla ricchezza e al rinnovamento.

I festeggiamenti consistevano in spettacoli di artisti e musicisti, banchetti, scambio di doni e nel rovesciamento dei ruoli, per cui i padroni servivano gli schiavi, le donne prendevano il posto degli uomini e i bambini quello degli adulti.

Il giorno di capodanno i romani si offrivano l’un con l’altro ramoscelli di alloro e ulivo, colti nel bosco della dea Strenua (o Strenia), situato lungo la via Sacra, insieme a miele e fichi, con la speranza che l’anno nuovo fosse dolce come quei frutti e portasse la prosperità e il vigore personificati dalla dea. Questi doni presero il nome di strenne.

I festeggiamenti erano anche accompagnati dai rumori prodotti da campane e altri strumenti che avevano lo scopo di cacciare i demoni e gli spiriti maligni e di iniziare il nuovo anno liberati da ogni influsso negativo.


:

- il primo giorno dell'anno, giorno di festa in cui si celebra l'inizio del nuovo anno

*

:

- dono che si fa in occasione di festività, in particolare alla fine dell’anno

*

(dal latino):

- ciò che viene dato ad altri liberamente

- ciò di cui si fruisce liberamente (frutto, dote)

*

(dallo spagnolo):

- oggetto che viene offerto in determinate occasioni (compleanno, matrimonio ecc.)

 

  

  



Ti potrebbero interessare anche

Grammatica - NE partitivo

Grammatica - Verbi aspettuali + A, DI, PER + Infinito

Esercizi - Preposizioni A, IN

Esercizi - Indicativo passato prossimo

Argomenti - Parole con C e Q

Argomenti - Credere e altri verbi