Natale e Capodanno

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Negli ultimi secoli della repubblica, a Roma, il capodanno, inizialmente posto a marzo, fu spostato al primo gennaio, probabilmente perché il mese di gennaio era stato dedicato dal secondo re di Roma, Numa Pompilio, a Giano, il dio bifronte che guarda indietro, al passato, all'anno appena trascorso, e avanti, al futuro, all’anno che sta per cominciare. Il primo giorno del mese di gennaio, il pontefice massimo, il sacerdote che controllava tutto ciò che riguardava il culto, offriva a Giano del farro e una focaccia per propiziarne un'influenza benefica sulla natura e sui raccolti.

Questo spostamento fu confermato da Giulio Cesare nella sua riforma del calendario, che entrò in vigore il primo gennaio del 45 a.C.

Il giorno di capodanno i romani si offrivano l’un con l’altro ramoscelli di alloro e ulivo, colti nel bosco della dea Strenua (o Strenia), situato lungo la via Sacra, insieme a miele e fichi, con la speranza che l’anno nuovo fosse dolce come quei frutti e portasse la prosperità e il vigore personificati dalla dea. Questi doni presero il nome di strenne. I festeggiamenti erano anche accompagnati dai rumori prodotti da campane e altri strumenti che avevano lo scopo di cacciare i demoni e gli spiriti maligni e di iniziare il nuovo anno liberati da ogni influsso negativo.

E il Natale ?

I romani credevano il solstizio d'inverno cadesse il 25 dicembre e quindi festeggiavano in questo giorno il Sol Invictus, il sole mai sconfitto, divinità protettrice del sovrano. Con il diffondersi del cristianesimo, il culto della divinità pagana fu affiancato e poi sostituito dalla celebrazione del Natale, della nascita di Gesù, il vero sole che sconfigge le tenebre. Dal IV secolo, la festa si diffuse in tutta la cristianità.


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- che riguarda la nascita

- il giorno celebrativo della nascita di Gesù Cristo

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- il primo giorno dell'anno, giorno di festa in cui si celebra l'inizio del nuovo anno

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- dono che si fa in occasione di festività, in particolare alla fine dell’anno

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(dal latino):

- ciò che viene dato ad altri liberamente

- ciò di cui si fruisce liberamente (frutto, dote)

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(dallo spagnolo):

- oggetto che viene offerto in determinate occasioni (compleanno, matrimonio ecc.)

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- la stella attorno alla quale gravita la Terra

 

  

  

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