Verbi causativi

Fare e Lasciare

I verbi “fare” e “lasciare” in funzione causativa introducono un’azione (espressa dal verbo della proposizione subordinata) che il soggetto fa o lascia compiere ad altri.
Nel primo caso (“fare”) il soggetto agisce affinché l’azione si compia, nel secondo caso (“lasciare”) il soggetto non agisce affinché l’azione si compia.

Costruzione implicita

Nella costruzione implicita (completiva oggettiva), il verbo della subordinata è all’infinito.

Se il verbo della subordinata è intransitivo, l’azione è eseguita dall’oggetto diretto (Mario viene; Mario dorme).

Io faccio venire Mario.

Io lascio dormire Mario.

Se il verbo della subordinata è transitivo, l’azione è eseguita dall’oggetto indiretto (Mario ripara la televisione; Mario vede un film).

Io faccio riparare la televisione a Mario.

Io lascio vedere un film a Mario.

Se l’oggetto diretto o indiretto è espresso con un pronome di forma debole, il pronome precede il verbo causativo.

Io lo faccio venire.

Io lo lascio dormire.

Io gli faccio riparare la televisione.

Io gli lascio vedere un film.

Se il verbo causativo è nella diatesi riflessiva e il verbo della subordinata è transitivo, l’azione è eseguita dal complemento d’agente e ricade sul soggetto (Mario mi dà un libro; Mario mi convince).

Io mi faccio dare un libro da Mario.

Io mi lascio convincere da Mario.

In alcune espressioni, il verbo causativo è nella diatesi riflessiva e il verbo della subordinata è intransitivo.

Io mi sono fatto scappare una bella occasione.

Io mi sono lasciato andare.

Costruzione esplicita

Nella costruzione esplicita (completiva oggettiva o finale), il verbo della subordinata è al congiuntivo.

Io faccio in modo che Mario venga.

Io lascio che Mario dorma.