Piacere

Il verbo (V) "piacere" è un verbo intransitivo, che può avere una costruzione impersonale o personale.

Ciò che piace (persona, animale o cosa) è il soggetto (S) della frase.

La persona che esprime la preferenza è l'oggetto indiretto (O), introdotto dalla preposizione A (a me, a te, a Mario ecc.).

L'oggetto indiretto può essere espresso con un nome (a Mario piace ...), con un pronome di forma forte (a me piace ...) o con un pronome di forma debole (mi piace ...).

Nei tempi composti, l'ausiliare è il verbo essere.

Costruzione impersonale

Il soggetto è ciò che piace (il gelato, i cioccolatini, ecc.) e può essere posto all'inizio o alla fine della frase.

Il verbo è coniugato alla terza persona singolare o plurale: piace piacciono

L'oggetto indiretto è la persona che esprime la preferenza: a me, a Mario ecc.

*

A Mario piace il gelato. A Mario piacciono i cioccolatini.

A me piace il riso. A me piacciono gli spaghetti.

Mi piace la pasta. Mi piacciono le verdure.

Il riso mi piace. Gli spaghetti mi piacciono.

Costruzione personale

Il soggetto è la persona che piace: io, tu, lui, lei, noi, voi, loro, ecc.

Il verbo è coniugato in tutte le persone.

L'oggetto indiretto è la persona che esprime la preferenza: a me, a Mario ecc.

*

Io piaccio a tutti.

Tu piaci a tutti.

Maria piace a tutti.

Noi piacciamo a tutti.

Voi piacete a tutti.

Loro piacciono a tutti.

*

Tu mi piaci.

Ausiliare

Nei tempi composti, il verbo piacere vuole l'ausiliare essere.

Quel documentario mi è piaciuto. Quei quadri mi sono piaciuti.

Quella mostra mi è piaciuta. Quelle fotografie mi sono piaciute.

  



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