La leggenda di Romolo e Remo

Completa il testo (adattato dalla Storia di Roma di Tito Livio) con le parole: albero, città, confine, figlia, fiume, fuoco, gemelli, madre, nonno, padre.

Una cesta, trascinata qua e là dalla corrente del Tevere, si arenò in una pozza ai piedi di un di fico.

Poco tempo dopo, arrivò una lupa che, vedendo nella cesta due bambini affamati, si mise ad allattarli.

Un pastore di nome Faustolo, che passava di lì, li prese e li portò alla moglie, Larenzia, per farli crescere nel modo migliore.

E i bambini, che erano due e si chiamavano Romolo e Remo, crebbero forti e robusti.

Da dove venivano? Chi li aveva abbandonati?

La dei gemelli si chiamava Rea Silvia ed era del re di Alba Longa, Numitore.

Numitore era stato detronizzato da suo fratello, Amulio.

Appena preso il potere, Amulio aveva fatto uccidere i fratelli di Rea Silvia e costretto lei a diventare Vestale.

Le Vestali erano sacerdotesse incaricate di tenere sempre acceso il sacro alla dea Vesta.

Venivano scelte quando erano ancora bambine e negli anni del loro servizio dovevano mantenere la verginità, pena la morte.

Quando Rea Silvia partorì i due gemelli, disse che il era Marte, dio della guerra.

Amulio però la fece ugualmente arrestare e diede ordine di gettare i due neonati nella corrente del fiume.

Temeva che, una volta divenuti grandi, potessero ristabilire il regno che era stato del .

Ed è proprio quello che accadde.

Venuti a sapere della propria origine, Romolo e Remo, con alcuni pastori, assalirono la reggia di Amulio, lo uccisero e restituirono il regno al nonno.

I due gemelli decisero quindi di fondare una , lì dove erano stati salvati e allevati.

Però entrarono subito in conflitto: chi avrebbe dato il suo nome al nuovo insediamento e chi sarebbe stato il re?

Si affidarono quindi al volere degli dèi, da decifrare attraverso il volo degli uccelli (auspicio).

Remo salì sull’Aventino e ne vide sei.

Poco dopo, Romolo, che aveva scelto il Palatino, ne vide dodici.

I due fratelli pretendevano entrambi di aver ricevuto un segno del favore degli dèi: l’uno perché aveva visto per primo gli uccelli, l’altro perché ne aveva visto un numero doppio.

Scoppiò una lite e Remo, che aveva scavalcato il dell’insediamento appena tracciato dal fratello, restò ucciso.

Romolo divenne re.

 





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