Le proposizioni completive possono essere oggettive, soggettive, oblique.
Le proposizioni completive implicite sono generalmente introdotte dalla preposizione ‘di’. Alcuni verbi reggono direttamente l’infinito. Le proposizioni oblique sono introdotte anche dalla preposizione ‘a’.
Proposizioni oggettive
Le proposizioni oggettive fanno da oggetto alla proposizione reggente. I verbi che reggono una proposizione implicita come oggetto sono:
- verbi di comunicazione: dire, promettere, dichiarare, ammettere, affermare, annunciare, chiedere, escludere, negare, fingere + di + infinito
- verbi di conoscenza: sapere, ricordare, dimenticare, ricordarsi, dimenticarsi, dimostrare, osservare, accorgersi, constatare, notare, scoprire + di + infinito
- verbi di stato d’animo: temere, sperare, supporre, augurarsi, sentirsi + di + infinito; preferire, desiderare, amare, odiare, adorare + infinito
- verbi di giudizio: credere, pensare, supporre, immaginare, decidere, meritare + di + infinito
- verbi performativi: pretendere, esigere, ordinare, comandare, proibire, vietare, imporre, permettere, consigliare, suggerire, impedire + di + infinito
- verbi di percezione: vedere, guardare, udire, sentire + infinito
- verbi causativi: fare, lasciare + infinito
[…] e cosa si sentirebbe di mangiare […]
Gli piacqui, bisogna dire, e mi promise d’interessar a mio favore il senatore Frumier.
[…] si ordinava al cavalier Pacetti di restituire la statua […]
«Tanghero!» avrebbe voluto gridare contro quell’imbecille gaglioffo, che pretendeva di dargli una lezione in ufficio.
Parlargli d’interessi è inutile: o non mi dà retta, o non capisce… o finge di non capire.
«Franco, la mamma desidera parlarti.»
Mi vide gustare que’ suoi poeti e talora anteporli ai miei.
Ma mi permetta di farle osservare che […]
Proposizioni soggettive
Le proposizioni soggettive fanno da soggetto alla proposizione reggente. I verbi che accettano una proposizione come soggetto sono:
- verbi impersonali e locuzioni che constatano un fatto: accade, succede, capita + di + infinito
- verbi impersonali e locuzioni di giudizio: è bello, è giusto, è utile, è preoccupante, è ovvio, è un bene, è un errore, è uno sbaglio, è un problema, conviene, fa paura, fa rabbia, fa piacere + infinito
- verbi impersonali che esprimono uno stato d’animo: preoccupa, rallegra, angoscia, piace, interessa, manca, entusiasma, basta + infinito
- verbi impersonali che esprimono una percezione: sembra, pare + di + infinito
L’uomo onesto, in faccia al malvagio, piace generalmente (non dico a tutti) immaginarselo con la fronte alta, con lo sguardo sicuro […]
Mi pare di essere ancora quello stesso Torquato […]
Proposizioni oblique
- verbi che esprimono un’esortazione: convincere, coinvolgere, costringere, obbligare, spingere, trattenere, invitare, esortare, incitare, aiutare, accompagnare, portare, mandare + a + infinito
- verbi che esprimono un’accusa: accusare, incolpare, rimproverare + di + infinito
- verbi che esprimono una richiesta: pregare, incaricare, vedere, cercare + di + infinito
- verbi che esprimono uno sforzo: provare, faticare, riuscire, imparare, insegnare, tendere, contribuire, impegnarsi, allenarsi, esercitarsi, dedicarsi + a + infinito; sforzarsi, offrirsi + di + infinito
- locuzioni che esprimono un’inclinazione: essere abituato, bravo, veloce, incline, portato, adatto, disponibile + a + infinito; essere capace, avere la capacità, l’abitudine, il privilegio + di + infinito
- locuzioni che esprimono un giudizio: essere favorevole, contrario + a + infinito; fare bene, male, meglio, in tempo + a + infinito; avere bisogno, tempo, la certezza, la possibilità + di + infinito
- locuzioni che esprimono uno stato d’animo: essere felice, triste, entusiasta, contento, consapevole, sicuro, convinto, avere paura, voglia, intenzione, la speranza + di + infinito
- verbi che esprimono uno stato d’animo o una percezione: vergognarsi, accorgersi, rendersi conto + di + infinito
La curiosità e la vergogna mi spingono a leggere Omero […]
Egli viene accusato da molti scrittori d’esser stato fautore di quel duca […]
[…] l’avrei pregato a nome di tutti i giovani studenti di Torino di darcene una o due […]
[…] noi proviamo gran pena a seguirlo senza stanchezza per tanto tempo […]
[…] e quando qualcuno lo guardava, si sforzava di sorridere […]
Milton si premette le mani sul viso e in quel buio cercò di rivedere gli occhi di Fulvia.
[…] come farebbe un ragazzino, abituato a discorrere con altri ragazzini […]
Teresa adesso mi ascoltava paziente e mi diceva che facevo bene a studiare […]
[…] sarebbe contento di vederla […]
Ebbe appena il tempo di aggiungere: — Buonanotte, — che già dormiva.
Scese ugualmente dal leccio con decisione, e dopo pochi passi tra l’erba, le liane e le radici si rese conto di avere davanti uno degli ostacoli più ardui fra tutti quelli finora superati.