Piacere

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Il verbo "piacere" è un verbo intransitivo, che può avere una costruzione impersonale o personale.

Costruzione impersonale

Ciò che piace è il soggetto della frase e può essere posto all'inizio o alla fine della frase.
La persona che esprime la preferenza è l'oggetto indiretto, introdotto dalla preposizione A (a me, a te, a Mario ecc.).
L'oggetto indiretto può essere espresso con un nome (a Mario piace ...), con un pronome di forma forte (a me piace ...) o con un pronome di forma debole (mi piace ...).
Il verbo è coniugato alla terza persona singolare o plurale.

Oggetto indiretto Predicato verbale
Indicativo presente
Soggetto
A Mario piace il gelato.
A Mario piacciono i cioccolatini.
A me piace il riso.
A me piacciono gli spaghetti.
Mi piace la pasta.
Mi piacciono le verdure.
Soggetto Oggetto indiretto Predicato verbale
Indicativo presente
Il riso mi piace.
Gli spaghetti mi piacciono.

Costruzione personale

Il soggetto è la persona che piace: io, tu, lui, lei, noi, voi, loro, ecc.
Il verbo è coniugato in tutte le persone.
L'oggetto indiretto è la persona che esprime la preferenza: a me, a Mario, a qualcuno, a tutti ecc.

Soggetto Predicato verbale
Indicativo presente
Oggetto indiretto
Io piaccio a tutti.
Tu piaci a tutti.
Maria piace a tutti.
Noi piacciamo a tutti.
Voi piacete a tutti.
Loro piacciono a tutti.
Soggetto Oggetto indiretto Predicato verbale
Indicativo presente
Io ti piaccio ?
Tu mi piaci.
Maria mi piace.

Ausiliare

Nei tempi composti, il verbo piacere vuole l'ausiliare essere.

Soggetto Oggetto indiretto Predicato verbale
Indicativo passato prossimo
Quel film mi è piaciuto.
Quei quadri mi sono piaciuti.
Quella mostra mi è piaciuta.
Quelle foto mi sono piaciute.
  

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